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Prezzi competitivi, design, tecnologia: così scalano il mondo

Il miracolo della Kia che con la nuova Rio sfida le compatte d’Europa.

Dove arriveranno? Difficile immaginarlo, l’unica certezza è che la scalata al mondo dei marchi coreani procede con una forza inarrestabile e numeri che mettono paura.

Se appena 13 anni fa le Case di Seul producevano tutte insieme meno di un milione di vetture, nel 2010 il colosso dominante Hyundai-Kia ha chiuso al 4° posto nella hit parade globale (il 5° se si considera Renault-Nissan come unico gruppo) con 5,7 milioni di consegne e il 19,8% di crescita.

Non è stato un exploit casuale. La grande espansione continua a ritmi da record. Nel secondo trimestre di quest’anno l’accoppiata HyundaiKia ha registrato i più alti profitti assoluti, con 2 miliardi di euro: viaggia ai ritmi di Volkswagen, che non a caso ha definito i coreani «più pericolosi di Toyota e General Motors nell’ottica di una futura leadership mondiale».

Sono lontani i tempi in cui le auto coreane venivano definite «sorelle minori» delle giapponesi: povere e poco attraenti. Oggi brillano nello stile, molto europeo, nelle tecnologie e nella qualità percepita, oltre che nei prezzi rimasti competitivi. Un impegno a tutto campo che non esclude i modelli ibridi, particolarmente richiesti negli Stati Uniti e in Cina.

In questa scalata al vertice è soprattutto la Kia a stupire. Perché era morta ed è rinata, ha preso il volo dopo essere affondata: nel 1997, travolta dalla crisi del Sud Est Asiatico, dichiarò bancarotta e venne salvata dalla più agguerrita concorrente, proprio la Hyundai che l’acquisì dopo pochi mesi.

Insieme sono diventate una potenza invidiata. Kia dal 2008 ha raddoppiato le vendite, passando da 1.225.000 a 2.345.000 vetture l’anno (obiettivo 2011) con segni entusiasmanti su ogni mercato nel bilancio 2010: +38% in Cina, +37% in Africa, +40% nel Sud Asia, +19% in Nordamerica, +18% in Europa, + 17% in Corea e addirittura +76% in Sudamerica. Un trionfo. Soltanto nel mese di giugno, quest’anno ha guadagnato un ulteriore 21,8% (217.315 unità vendute).

Il segreto? «Anni di lavoro e di sviluppo finalizzati all’innovazione tecnologica e all’incremento della qualità, con modelli che hanno saputo interpretare e qualche volta anticipare le tendenze di tutto il mondo», spiega il Ceo Kia Hyoung-Keun Lee.

Dopo aver completamente rivoluzionato il Suv di successo Sportage e la citycar Picanto, arrivano due nuove sfide che strizzano l’occhio con particolare attenzione al mercato europeo: sono la prossima generazione della famiglia Cee’d (primavera 2012) e la compatta Rio pronta a confrontarsi con best sellers come Ford Fiesta, Renault Clio, Toyota Yaris, Peugeot 206 e Fiat Punto (la Vw Polo è invece considerata Premium).

Da noi la Rio, prodotta in Corea, arriverà a settembre (a fine anno la 3 porte) con un design dinamico, dietro quasi da coupé, interni curati e modulari, spazio sufficiente anche nei sedili posteriori e un bagagliaio da 288 a 923 litri. Due motori a benzina (1.2 da 85 Cv e 121 Nm, 1.4 da 109 Cv e 137 Nm), due diesel (1.1 da 75 Cv e 170 Nm, 1.4 da 90 Cv e 220 Nm).

Più la EcoDynamics che abbina al diesel 1.1 lo Start& Stop, gomme a bassa resistenza e tutto quanto può far risparmiare carburante: gli 85 grammi/ km di Co2 emessi e i 3,21 litri per 100 km dicono tutto, anche se non si può chiedere a questa versione la brillantezza garantita dalle altre nuove Rio, come constatato nel primo test della compatta Kia dal R&D Center di Namyang (cuore creativo del Gruppo) al caotico centro di Seul.

Tra le tecnologie per la sicurezza, di serie controllo di stabilità e 6 airbag. «Rio è un modello chiave», dice Giuseppe Bitti, Ad della nuova struttura Kia Motors Italy (110 concessionari e 45 officine autorizzate), che con Hyundai condivide le strategie industriali mantenendo autonomia in quelle commerciali.

«Puntiamo a venderne 9.000 l’anno - aggiunge - e il prezzo sarà decisivo, con livello d’ingresso intorno ai 9.500 euro. Picanto è partita bene, nonostante i problemi del suo segmento, Sportage è richiestissima: dopo l’estate, quando la fabbrica di Zilina sarà tutta Kia, ridurremo i tempi d’attesa che oggi superano i 9 mesi a causa soprattutto dei motori 2 litri prodotti in Corea».

PIERO BIANCO
Inviato a Seoul

Fonte: www.lastampa.it